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RIVISTA DELLA FAGR-Libri
UNA RIVOLTA CHE LASCIO' UN SEGNO PROFONDO 
 
Tra le rivolte più faticosamente domate della Storia spicca quella compiuta in Russia nel 1773 guidata Emel'jan Ivanovic Pugacev (1742-1775), un cosacco ex tenente dell'esercito imperiale russo che sfruttò il malcontento generale dei contadini per proclamarsi re con il nome di Pietro III. Egli guidò un governo alternativo a quello di Caterina II di Russia all'inizio con grande successo.  Pugacev abolì la servitù della gleba e lasciò liberi i contadini dal giogo degli aristocratici che li facevano vivere in condizioni disperate. Naturalmente apparve a quella povera gente come un santo disposto ad andare in loro soccorso e le cose andarono bene finché non venne sottovalutato dai generali di Caterina. Quando però divenne troppo potente si corse ai ripari e dopo il suo esercito non ben organizzato come quello imperiale guidato dal generale Michelsohnva, venne sconfitto in un bagno di sangue nel 1774. Pugacev venne catturato e giustiziato  nel 1775. Caterina II in seguito a questa rivolta aumentò il controllo armato sulle province che governava e tolse ogni privilegio ai cosacchi, ma questo non bastò a far morire nei contadini il desiderio di libertà dall'oppressione aristocratica. A quel tempo non esisteva in Russia una stampa libera perciò si provò a minimizzare quanto accaduto  per non incitare altre rivoluzioni, ma la rivolta di Pugacev lasciò comunque un segno profondo nella società russa (capiterà così  qualche anno dopo anche con la Rivoluzione francese), perché una volta nate le idee che fanno sognare in un futuro migliore, niente può dopo farle scomparire, nemmeno i governi più autoritari.  
 
(FAGR 24-04-2026) 
"La corte di Pugacev" 
 
di Vasilij Grigor'evic Perov  (1834-1882)