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RIVISTA DELLA FAGR-Editore
UN PAPA TEMERARIO 
 
Alessandro Farnese (1468-1549), futuro papa Paolo III, nacque a Canino in provincia di Viterbo e dovette la sua fortuna per metà alla sorella Giulia, amante del papa Alessandro VI (nato Rodrigo Borgia) e l'altra metà, all'amicizia con Giovanni de' Medici che conobbe da ragazzo quando fu costretto a recarsi in esilio alla corte di Lorenzo il Magnifico a Firenze.  
Alessandro era stato un giovane alquanto inquieto, aveva perfino rinchiuso la madre Giovannella della potente famiglia dei Caetani, sull'isola Bisentina. La nobildonna preoccupata dal suo comportamento amorale, per impedire i suoi stravizi, lo aveva lasciato a corto di denaro e lui per costringerla a sciogliere i cordoni della borsa, non aveva esitato ad usare la mano forte. Sua madre riuscì però ad avvertire il papa che lo fece incarcerare. Lo scapestrato rampollo di buona famiglia riuscì dopo ad evadere dal carcere con l'aiuto di uno zio, ma infine dovette accettare le volontà della sua famiglia e recarsi in esilio a Firenze. Forse grazie al Magnifico, uomo colto e amante dell'arte, Alessandro Farnese diede sempre importanza alla cultura e quando divenne papa con la solita temerarietà tipica del suo carattere, protesse sia letterati che artisti (tra loro anche Michelangelo a cui confermò l'opera: “Giudizio Universale” voluta dal suo predecessore Clemente VII), soprattutto promosse un grande sviluppo edilizio nello Stato Pontificio facendo costruire chiese, cappelle e grandi monumenti come la Rocca Paolina, una fortezza che fino al 1860, fu il simbolo del potere papale nella città di Perugia. Paolo III per far costruire la Rocca Paolina nel 1540 diede l'incarico all'architetto Antonio Sangallo il Giovane e non esitò a far demolire un intero borgo con torri e case storiche come quelle della famiglia Baglioni, molto potente nel Medioevo in Umbria. 
 
(FAGR 14-11-2025) 
 
"Ritratto di Paolo III" di Tiziano Vecellio (1490-1576) 
 
 
 
 
 
 
 
 
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