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Il 13 febbraio del 1692 in Scozia avvenne un feroce massacro nelle valli della regione di Glencoe ordinato dal re Guglielmo III perché il clan dei MacDonald si rifiutò di dare segno di sottomissione al suo potere. In Inghilterra la Rivoluzione detta “Gloriosa” (perché quasi senza versamento di sangue) era appena terminata con il re Giacomo III considerato un tiranno già deposto in favore di Guglielmo III e sua moglie Maria II Stuart, ma in Scozia il nuovo ordine fu difficile da stabilire così il sovrano usò la mano forte. Molti furono uccisi a tradimento quando meno se lo aspettavano e altri in gran numero morirono a causa delle loro case bruciate. Secondo la legge scozzese però, le uccisioni a tradimento erano il più grave crimine che si potesse commettere e Guglielmo con il Massacro di Glencoe, rischiò di perdere la sottomissione della Scozia. Astutamente allore decise di far ricadere la colpa sul suo segretario, sir John Dalrymple, il quale invece la Storia ha dimostrato assolutamente innocente. La sua pena comunque risultò essere solo un semplice licenziamento dal suo incarico e nulla più.
(FAGR 16-01-2025)
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