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UNA SCELTA CONTROVERSA 
 
Nel nome del bene spesso si compiono grossi errori e la storia ne è piena. La regina Cristina di Svezia (1626-1689) perse il padre, Gustavo II Adolfo (1594-1632), a sei anni. Era la figlia di uno dei massimi difensori del Protestantesimo, il quale essendo sempre a combattere nella “Guerra dei trent'anni” (tra cattolici e protestanti), la designò come erede al trono prevedendo una sua fine in giovane età. Non sbagliava. Gustavo morì a 38 anni lasciando affranta la giovane moglie Maria Eleonora del Brandeburgo che lo adorava. Questa regina dopo riuscì a trovare uno scopo nella vita solo nel pensare al bene della figlia. Probabilmente, ma non è certo, esagerò un po' con le sue attenzioni verso la piccola Cristina, perché il potente cancelliere Axel Oxenstierna (1583-1654), decise sempre nel nome del bene, che se avesse allevato lui personalmente la piccola, sarebbe stato meglio e perciò la relegò nel castello di Gripsholm a circa 65 chilometri da Stoccolma.  
Maria Eleonora, come avrebbe fatto ogni madre, combatté come una leonessa per poter stare ancora accanto alla figlia e riuscì a fuggire dal castello di Gripsholm per andare a chiedere aiuto prima in Danimarca ospite del re Cristiano e poi da suo zio Federico Guglielmo I di Brandendeburgo. Le ci volle del tempo, però alla fine poté tornare a Stoccolma dove sperava di ricucire il rapporto con la figlia interrotto bruscamente. Purtroppo negli anni di lontananza i suoi nemici avevano costruito una personalità nella giovane regina alquanto difficile da comprendere per lei.  
Cristina era intelligente, molto colta, abile in tutte le attività maschili e anche ben decisa a non sposarsi mai. Evidentemente trascorrere gli anni dell'infanzia oltre che senza un padre anche  senza una madre, non aveva giovato nel modo sperato dal potente cancelliere Axel. La regina non intendeva per nessun motivo assicurare una sua discendenza e mostrò un carattere talmente forte da non accettare i consigli nessuno. Ella si ribellò a tutto: non solo all'idea di come doveva essere una regina secondo il cancelliere Axel e anche della madre, ma perfino all'idea tradizionale della donna  in generale.  
E non solo. Lei, la figlia del più importante diffusore del Protestantesimo in Europa, si fece cattolica, abdicò in favore del cugino Carlo Gustavo (divenne Carlo X) e si trasferì a Roma. Dal dispiacere sia Maria Eleonora che il cancelliere Axel morirono poco dopo.  Sicuramente entrambi si chiesero in cosa avevano sbagliato. La regina madre aveva sempre amato la figlia e il cancelliere dopo tanto impegno nel crescerla, era stato contrastato in tutto, anche nella scelta dell'erede (Cristina volle come suo successore il cugino di cui lui meno si fidava). 
Il bene però spesso si muove in modo misterioso perché alla regina Cristina si deve la fine della Guerra dei trent'anni che tanti morti causò in Europa. Si può dire quindi che se escono decisioni come quella di chiudere una guerra, tutto sommato nessuno dei due governanti svedesi ha poi sbagliato tanto.  
(FAGR 26-09-2021)
 
 
 
 
 
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