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LA SUPERBIA DEI FRANCESI 
 
La brutta figura fatta dai francesi il 13 febbraio del 1503 nella disfida di Barletta, fu davvero memorabile. Tredici cavalieri italiani e altrettanti francesi si sfidarono quel giorno per una questione d'onore, ma se i primi  verranno proclamati eroi, i secondi sarannno ricordati solo come gli uomini che hanno regalato la fama di superbi ai loro compatrioti.  
Il re Federico I del Regno di Napoli era stato sconfitto e tutta l'Italia del  sud venne invasa dalle truppe francesi e spagnole, le quali con un trattato si erano accordate sulla suddivisione dei territori, però dopo poco iniziarono a litigare per alcune zone non ben chiare a chi spettassero. Gli spagnoli essendo in inferiorità numerica, accettarono l'aiuto dell'esercito della famiglia Colonna (prima al servizio di Federico I), che comprendeva condottieri italiani di grande fama come Ettore Fieramosca (1476-1515).  
Quando gli spagnoli un giorno fecero prigionieri dei francesi, il generale Consalvo di Cordova decise di invitarli per cortesia ad un banchetto e qui il nobile francese Guy de la Motte, prese però a parlar male dei soldati italiani accusandoli di codardia, sostenuto anche alla grande dai suoi compagni. Gli italiani furono però difesi dagli spagnoli così si organizzò un torneo per salvaguardare l'onore degli offesi.  
I francesi se avessero vinto, sarebbero stati liberati dagli spagnoli senza dover pagare nessun riscatto e perciò essi furono molto contenti di accettare. I principi Prospero e Fabrizio Colonna mandarono subito a chiamare tutti i migliori soldati italiani del momento, tra cui anche Ettore Fieramosca che si mise a capo dei tredici, i quali durante il torneo, le suonarono ai rivali di santa ragione. Tanta era  stata la sicurezza di vincere dei francesi che neppure avevano portato il denaro del riscatto, così la punizione per tanta superbia, oltre al disonore della sconfitta, fu il dover attendere il loro generale per essere liberati tra lo scherno degli italiani del posto.  
Ettore Fieramosca con i suoi uomini avevano giurato di combattere fino alla morte per salvaguardare l'onore dei soldati italiani e qualcosa dello spirito di quegli uomini alle volte ancora si vede nei campi di calcio dove è divenuta famosa la frase di un allenatore durante il periodo dei mondiali: -Gli italiani se non si rispettano ti mandano a casa.-  
(FAGR 27-7-19) 
Ettore Fieramosca in un manifesto commemorativo del 1903