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IL GRANDE ERRORE DI GAIO SVETONIO PAOLINO 
 
Budicca (33 d.C.- 60 d.C. ca.), regina degli Iceni, tribù della Britannia (tempo di Nerone), guidò una delle più grandi rivolte anti-romane. Gli storici di Roma (unici a raccontare la sua storia) ammisero che l'Impero romano se la vide brutta, ma si diedero anche un gran a fare per sminuire quanto lei fece. Il tempo però le ha restituito la gloria che meritava per il coraggio avuto a sfidare gli invincibili romani.  
Quando morì suo marito Prasutago, re degli Iceni, lasciò in eredità a Budicca e alle due figlie il suo regno da governare assieme all'imperatore romano come si usava in quel periodo, ma i romani accettavano come co-eredi i barbari solo se di sesso maschile per cui venne privata dei suoi poteri.  
Budicca allora protestò vivamente, ma i governanti dell'Impero che non ammettevano mai di essere contestati, la fecero frustare in pubblico e stuprare le figlie. Tale umiliazione inflitta a del sangue reale venne dopo però pagata cara dai romani che persero molte vite nel sedare una insurrezione popolare guidata dalla regina degli Iceni.  
A differenza del modo di pensare maschilista romano in quelle terre si dava dignità al sesso femminile, specialmente se si trattava di regine considerate di stirpe divina.  
Il comandante Gaio Svetonio Paolino, rischiò di perdere quella guerra  e ciò è provato anche dal tempo che impiegò nel combattere contro i rivoltosi.  
Budicca alla fine fu sconfitta e costretta a suicidarsi per non ricadere in mani nemiche, ma non prima di aver venduto cara la pelle.  
Durante il Medioevo la sua storia venne dimenticata, però a partire dal periodo vittoriano questa regina diventò in Inghilterra una eroina su cui si scrissero infiniti romanzi e ancora oggi rimane un simbolo di coraggio femminile. 
(FAGR 24-1-19) 
Budicca