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COSTANTINO I, L'IMPERATORE IDEALIZZATO COME SANTO 
 
L'imperatore romano dell'Impero d'Occidente, Flavio Valerio Aurelio Costantino (272 d. C.-337d. C.), detto Costantino il Grande, viene venerato come santo dalla Chiesa ortodossa e da tutte quelle di rito orientale probabilmente perché nel 313 d. C. favorì la divulgazione del Cristianesimo stipulando l'Editto di Milano in cui concedeva la libertà religiosa, tuttavia vi sono forti dubbi che fosse nel suo animo veramente un cristiano.  
Lui non era solo un feroce guerriero come tutti i capi romani, ma arrivò anche a far uccidere Crispo, il figlio avuto dalla prima moglie Minervina, quando venne accusato da Fausta, la sua seconda moglie, di aver tentato di sedurla, poi sorto il dubbio di essere stato raggirato uccise anche lei.  
Probabilmente tale dubbio gli venne perché questa imperatrice lo aveva spinto a far uccidere sia il suocero Massimiano che il cognato Mesenzio (padre e fratello di Fausta) e il coraggio di tradire i propri congiunti lei lo aveva da sempre. Se inoltre si pensa a quanto risulta misteriosa la fine della prima moglie, si può affermare che questo imperatore santo sterminò quasi tutta la sua famiglia.  
I fatti parlano chiaro, per Costantino promuovere la diffusione del Cristianesimo fu senz'altro una decisione più politica che religiosa, in quanto i cristiani stavano diventando troppo numerosi per ucciderli tutti.  
Egli viene considerato tra i più importanti imperatori romani, tuttavia il suo Editto che segnò l'inizio della fine della grande antica Roma (un impero sostenuto da idee guerriere mal si adattava con quelle pacifiste cristiane), lo indica senz'altro come un pessimo politico oltre ad un santo poco raccomandabile. 
(FAGR 15-06-2018) 
Costantino I al ponte Milvio 
 
(Anonimo del XVI secolo)